
Amilca Ismael è l’autrice del libro “La casa dei ricordi”, pubblicato dalla casa editrice “Il Filo”. Il romanzo è in corso di catalogazione e sarà presto disponibile presso la Biblioteca Comunale. L’autrice, cittadina di Solbiate dal 1986, presenterà “La casa dei ricordi” venerdì 21 novembre 2008, alle ore 21, presso il Centro Socio-Culturale Solbiatese (via dei Patrioti, 31). Il relatore della serata sarà il dott. Marco Merlo, chirurgo ortopedico dell’Ospedale di Busto Arsizio. Continuando la lettura dell’articolo potrete trovare un’intervista ad Amilca Ismael a cura del nostro Blog.
“La casa dei ricordi” è il suo primo romanzo, da dove è nata l’idea di scrivere un libro?
L’idea di scrivere questo romanzo è nata dopo avere ascoltato tante storie di vita vissuta dagli anziani nella casa di riposo dove lavoro. Ho sentito la necessità di trascrivere questi racconti e, una volta iniziato, non sono riuscita a fermarmi, era come se qualcuno accanto a me mi dicesse che cosa e come dovevo scrivere.
Quindi anche la protagonista, Rita, esiste realmente?
È un’ospite della casa di riposo con cui ho stretto un legame fortissimo, ma è vera anche la storia d’amore.
Lei è nata in Mozambico nel 1963 e si è trasferita a Solbiate Olona nel 1986; inoltre dal 2002 lavora in una casa di riposo. Come hanno influenzato la scrittura del suo libro queste sue importanti esperienze di vita?
Nel romanzo “La casa dei ricordi” ho voluto raccontare la vita degli anziani che per varie patologie sono ricoverate nella casa di riposo, anche se ho preferito raccontare più che altro il loro passato e i loro ricordi. In certi passaggi del romanzo ho fatto anche il paragone fra un anziano che vive in una casa di riposo dove viene aiutato a fare la cosa più elementare e un anziano africano che fa tutto da solo. Non ci sono case di riposo in Mozambico e tutti gli anziani sono tenuti in familgia e destinati a morire lì.
Oggi si parla tanto di immigrazione e di multiculturalità ma che cosa ha significato per lei, nel 1986, trasferirsi dal Mozambico in Italia e inserirsi nella nuova realtà?
Oggi è facile vivere in Italia, nel 1986 le cose erano decisamente diverse. Quando arrivai a Solbiate Olona la gente mi guardava come se venissi da un altro pianeta, ricordo che certe persone mi guardavano da dietro le tende. In un certo senso quel comportamento mi divertiva poiché sapevo che era questione di tempo ed io non sarei stata più una novità.
“Lavorare con il cuore non è un argomento che si tratta a scuola o che si trova sui libri di testo, ma una lezione che si impara da soli, per rimanere poi incisa nel profondo del proprio essere”. Questa è una delle frasi più significative del libro, che cosa significa per lei “lavorare con il cuore”?
Fare l’operatore in una casa di riposo non è cosa facile, molte volte purtroppo si accetta o meglio ci si adegua a fare questo lavoro per avere uno stipendio a fine mese. A scuola ci insegnano come gestire un anziano, ma “lavorare con il cuore” è una lezione che si impara da soli. Non avrei parole per descrivere poiché è una sensazione indescrivibile.
“La casa dei ricordi” ha venduto molte copie, circa 350, è soddisfatta del risultato? Pensa di continuare a scrivere?
Sono molto soddisfatta di come va il romanzo. A parte il numero di copie vendute che non avrei mai pensato, la mia grande soddisfazione è che il romanzo piace alla gente. Sicuramente non mi fermo qui. Ho appena finito di scrivere il secondo libro.
Se volete conoscere meglio l’autrice e il suo romanzo oppure se avete letto il libro e volete lasciare commenti, potete visitare il blog di Amilca Ismael all’indirizzo: www.lacasadeiricordi.wordpress.com
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immagine | copertina de “La casa dei ricordi”




