Presentazione e mostra fotografica del libro “Natura e civiltà nella Provincia dei laghi”

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“Passare da una pagina all’altra è come infilare le mani sino ai polsi nell’acqua della riva, circoscrivere per qualche minuto il proprio mondo a quel gesto di intimità tra sé e l’acqua.” Andrea Vitali, nella prefazione al libro “Natura e civiltà nella Provincia dei laghi”.

Il Comune di Solbiate Olona, l’Assessorato alla Cultura e la Biblioteca comunale, con il patrocinio della Provincia di Varese, Vi invitano a partecipare alla presentazione del libro fotografico “Natura e civiltà nella Provincia dei laghi” (per le edizioni Publinova Negri). Fotografie di Luigi Meroni e Sergio Luzzini, testi di Mario Chiodetti, prefazione di Andrea Vitali.

La presentazione si svolgerà giovedì 12 marzo 2009, alle ore 21, presso l’Auditorium del Centro Socio-Culturale Solbiatese (via dei Patrioti, 31). Ingresso libero e gratuito. La presentazione sarà a cura di Ambrogio Molinari dell’Università dell’Insubria di Varese. Nel corso della serata: VIDEOPROIEZIONE A CURA DEGLI AUTORI DEL VOLUME. Un’occasione per appassionati di fotografia, ma anche per tutti coloro che desiderano ammirare splendide fotografie che aiutino a scovare tesori naturalistici appena fuori dalla porta di casa. Continuando a leggere troverete ulteriori informazioni sul libro, la biografia degli autori e un’intervista a Luigi Meroni.

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Luigi Meroni e Sergio Luzzini si occupano di fotografia naturalistica dal 1985, collaborano a famose riviste italiane e straniere quali, per esempio, Airone, Tutti Fotografi, Bell’Italia, Specchio della Stampa, Moto d’epoca, BBC Wildlife magazine, hanno pubblicato loro foto di paesaggi e dei cuccioli di cani e gatti sui prodotti della biancheria Bassetti, serie natura, alcuni dei loro lavori sono stati trasmessi in televisione da “La macchina del tempo”

“Il filo conduttore, essendo la nostra la provincia dei laghi, è l’acqua. Lungo questo percorso, la nostra attenzione si è rivolta, ad esempio, a tutte quelle presenze urbane, costruite in qualche modo dall’uomo, ad esempio, i parchi urbani di Varese, pubblici o privati, che per il fatto stesso di esistere hanno garantito il preservarsi e il consolidarsi di equilibri faunistici preziosi, che altrimenti avrebbero potuto alterarsi. Ma anche situazioni meno urbane, come il Sacro Monte, la Badia di Ganna o l’Eremo di Santa Caterina.” Luigi Meroni

E IN ANTEPRIMA ASSOLUTA: MOSTRA FOTOGRAFICA “Natura e civiltà nella Provincia del laghi”. Foto di Luigi Meroni e Sergio Luzzini.

Inaugurazione sabato 14 marzo 2009, alle ore 17.30, presso la Sala consiliare del Comune di Solbiate Olona (via Matteotti, 2). Domenica 15 marzo 2009, orario d’apertura: 10.30-12-30 e 15.30-19.30. Ingresso libero e gratuito.

La mostra fotografica tratta del viaggio fotografico nella provincia di Varese, lungo le sue principali vie d’acqua. Si tratta del medesimo percorso virtuale rappresentato nel libro ‘Natura e civiltà nella Provincia dei laghi’, dal quale la mostra prende il titolo, e che si occupa della ricchezza naturalistica della provincia di Varese, unitamente ad alcune testimonianze storico-artistiche della presenza umana, tracce di vita che hanno saputo svilupparsi nei secoli in un corretto rapporto di armonia con la natura stessa. Partendo dai paesaggi mozzafiato dell’estremo nord della Provincia, l’itinerario si snoda lungo la direttrice del Lago Maggiore, che costituisce la dorsale del territorio varesino, attraverso i luoghi della storia, dell’arte, della sacralità e della natura incontaminata.” Luigi Meroni e Sergio Luzzini.

Sul comunicato stampa disponibile per il download sono presenti ulteriori informazioni e un’accurata biografia degli autori.

INTERVISTA A LUIGI MERONI:

Com’è nata l’idea del libro “Natura e civiltà nella Provincia dei laghi”?

«è nata dal desiderio di ampliare l’attenzione rispetto a un lavoro di tipo strettamente naturalistico. Dopo una lunga indagine sul territorio, abbiamo allargato il nostro sguardo fotografico non solo agli aspetti specialistici, ma contemplando anche aspetti, chiamiamoli, di civiltà, di organizzazione umana, aspetti di maggiore presa sul pubblico non solo strettamente professionale. In questo modo volevamo far sì che il libro non diventasse una guida fotografica, ma intendevamo sottolineare come certi aspetti di antropizzazione si siano perfettamente integrati con l’elemento naturale, senza danneggiarlo, anzi in qualche modo favorendolo».

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Quanto tempo avete dedicato a questa accurata ricerca?

«Per ottenere le circa duecento immagini del volume abbiamo in parte attinto, per i fiori e per alcune specie animali, ai nostri archivi. Il lavoro ex novo, sugli aspetti specifici delle presenze di civiltà, è durato circa un anno».


Qual è il filo conduttore della vostra ricerca?

«Il fil rouge, essendo la nostra la provincia dei laghi, è l’acqua. Lungo questo percorso, la nostra attenzione si è rivolta, ad esempio, a tutti quelle presenze urbane, costruite dall’uomo, per esempio i parchi urbani di Varese, pubblici o privati, come quello di Villa Panza o Villa Mirabello, che per il fatto stesso di esistere hanno garantito il preservarsi e il consolidarsi di equilibri faunistici preziosi, che altrimenti avrebbero potuto alterarsi. Ma abbiamo sperimentato anche situazioni meno urbane, come il Sacro Monte, la Badia di Ganna o l’Eremo di Santa Caterina che hanno saputo conservare le proprie peculiarità faunistiche, dando modo alla natura di conservarsi in una condizione quasi originaria. Non è un caso che a cinquanta metri dall’eremo sul lago sia presente il nido del falco pellegrino, una specie che fino a pochi anni fa era a rischio di estinzione».


Andrea Vitali è uno degli autori più letti e amati nella nostra biblioteca e non solo, come siete riusciti a coinvolgerlo nel progetto?

«è stata un’idea di Mario Chiodetti, il curatore dei testi. Sono amici, si conoscono, gli ha chiesto un contributo e devo dire che nella sua essenzialità è un intervento pieno di sensibilità, da vero scrittore di lago».


Che cosa ci può dire della fotografia naturalistica?

«Ha avuto il suo boom a cominciare dai primi anni Novanta, oggi è in ribasso. Forse c’era più sensibilità, era un tema nuovo, in molti lo hanno cavalcato. Già sul finire del decennio scorso, l’attenzione in generale ha subito una flessione anche se i nuovi media e Internet hanno allargato e di molto le possibilità di diffonderne le questioni principali».


Qual è la zona della provincia di Varese che vi ha più colpiti come fotografi naturalistici?
«Da amante della natura, prima ancora che da fotografo, devo dire la zona nord; il luinese, la Forcora, la Val Dumentina, la Val Veddasca, zone ancora in parte selvagge, dove l’intervento dell’uomo è ancora limitato».

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Comunicato stampa (formato pdf)

Comunicato stampa (formato word)

Locandina presentazione libro

Locandina mostra fotografica

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