CINEFORUM: “Questione di cuore”

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Riparte il Cineforum di Solbiate Olona con il film di Francesca Archibugi, “Questione di cuore”. La nona edizione della rassegna cinematografica, dal tiolo “Immagini tra le righe”, è dedicata al rapporto tra cinema e letteratura. Il film in programma questa sera al Centro Socio-Culturale Solbiatese di via dei Patrioti 31 è tratto dal libro di Umberto Contarello , “Una questione di cuore” (Feltrinelli, Milano 2005), disponibile per il prestito presso la Biblioteca Comunale di Solbiate Olona. Ulteriori informazioni sulla rassegna sono disponibili qui.

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1 Risposta

  1. Ivan Says:

    In teoria dovrebbe essere un film drammatico, c’è una persona che muore lasciando una famiglia che ha bisogno di lui in una situazione che forse sarà economicamente difficile per via di guai fiscali di natura imprecisata, il contesto è quello di una Roma tutt’altro che monumentale (si intravede un ponte e il cupolone per pochi secondi) e indistinguibile da una qualsiasi altra città (a sottolineare forse il “grigiore” della storia), e anche il protagonista “sopravvissuto” passa le sue belle difficoltà (lavoro che se ne va, fidanzata pure). Però il tutto è molto leggero, da fuori forse poco credibile, a meno che non vogliamo attribuire ai protagonisti doti di autocontrollo poco umane o comunque rare. In effetti Alberto lo sceneggiatore tanto normale non lo è, vista la sua capacità di capire al primo sguardo le persone e le loro storie, mentre Angelo il carrozziere, beh, il nome non è stato scelto a caso. Ma sono stranezze che non si notano durante il film, che a parer mio si “fa vedere” in modo piacevole (lo so che non è il massimo come aggettivo ma l’unico altro che mi veniva era gradevole che è anche peggio). Una cosa davvero credibile però c’è, il fatto che l’unico modo per dare un lieto fine a questa storia di amicizia (Angelo spera addirittura che Alberto sposi sua moglie dopo la sua morte) era che uno dei due morisse, e che succedesse nel momento in cui i due protagonisti avevano raggiunto il massimo dell’intimità e della comprensione reciproca, prima che, inevitabilmente, questo sentimento perdesse forza (anche per via del ritorno alla “normalità” di ALberto) diventando scontato e ordinario.

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